Pubblico in mia assenza una recensione di un libro non ancora edito. Tanto non sono qui...e quindi mi sembra giusto non lasciare inutilizzato questo spazio visto che spazio nello spazio...e qui di spazio ce n'è...tornerò tra qualche dì-luce.
Questo libro sarà pubblicato in autunno, edito da ISBN, gruppo IL SAGGIATORE, distribuito dalle MESSAGGERIE. Un grazie a Biagio per il libro ed a Marco per la pre-recensione. (avrà letto la bozza? Bischero!)
Recensione pre-pubblicatzio de "L'insolita Rumba"
Nell'insolita Italia di questo primo millennio capita, spesso, di pensare alla letteratura come a qualcosa di passato, di trapassato e di strapassato.
Saranno i tempi post-moderni di una società che non ha più occhi per guardare "il cielo stellato", sarà questa pubblica filosofia dell'autoreferenzialità individuale che stenta a riconoscere una "legge morale" dentro di sé...sarà il "nuovo" che avanza, un "nuovo" che non porta nulla ed a cui non importa nulla.
Nelle strade, il vuoto degli sguardi conduce a notti insonni...ma non in tutte le strade.
Ci sono sentieri in cui, ancora, il pensiero è in divenire.
Qui si parla con le parole della letteratura ma anche del vissuto della strada.
Qui si utilizza un codice linguistico più legato alle origini di una costretta sub-cultura ma da persone che le proprie origini le hanno introiettate senza discriminazioni contro i pre-concetti delle culture elitarie, le soap-culture.
Il racconto diventa carne&sangue e le persone colorano da punti di vista diversi un vissuto condiviso.
"L'insolita Rumba" affronta con forza la problematica della perdita dei valori, la grande malattia nichilista che si diffonde in modo pandemico.
Attraverso gli occhi e la voce dei giovani adolescenti che vivono nella difficile periferia della più grande città cosmopolita d'Italia, Biagio Autieri, ci conduce in una realtà che lotta ogni giorno per non affogare nella medio-crità di questo medio-evo moderno.
Il lettore saprà godere della passione celata tra le righe di questo solido Platonico che apre prospettive dialettali nella "giungla dell'Italia da bere" e che svolge&risolve un'ipotesi che già il filosofo Umberto Galimberti proponeva nel "L'ospite inquietante".
Qui, nell'Insolita Rumba, la Musica è il linguaggio che misura tutti gli altri linguaggi.
"L'insolita Rumba" come insolita arte quindi. La musica che non ci si aspetta, la musica che non aspetta e che nella sua forma pura è collante sociale, è veicolo di volontà di quelli che desiderano liberarsi da un oppressione a prescindere.
Sembra quasi che l'Autieri, che ha fondato un anno fa il "Théâtre du bordel", voglia fare, con rispetto, il verso ad Augusto Boal, fondatore del Teatro dell'Oppresso:
Chiunque può fare La Mus-ica, anche i musicisti.
Marco Marongiu
(co-fondatore del "Théâtre du Bordel")
(co-fondatore del "Théâtre du Bordel")
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on martedì 27 maggio 2008
at 17:59
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